The Mandalorian and Grogu
Il mandaloriano Din Djarin è al lavoro per la Nuova Repubblica e dà la caccia agli uomini dell'Impero rifugiatisi sull'orlo più esterno della Galassia. Al suo fianco c'è il piccolo Grogu, il bambino appartenente alla stessa specie dell'anziano Yoda e già capace di usare la forza ma non ancora di parlare. Dopo una prima missione andata rocambolescamente a buon fine, ma senza aver riportato un prigioniero da interrogare, al mandaloriano viene affidato un incarico insidioso: aiutare due gemelli Hutt a recuperare il figlio di Jabba, ostaggio su un pianeta dove i gladiatori si battono nelle arene. Se riuscirà nell'impresa, al mandolariano saranno rivelati il nascondiglio e la vera identità di un pericoloso latitante dell'impero, ma ci si può davvero fidare dei malavitosi Hutt?
“The Mandalorian and Grogu” è come un lungo episodio della prima stagione della serie The Mandalorian, dove invece la brevità era un punto di forza. Ci sono però molte chicche per i fan e Grogu rimane una delle creature più adorabili dello schermo, grande o piccolo che sia. È sua, infatti. la sezione più magica del film, quella in cui non ci sono umani nei paraggi e Grogu se la deve cavare da solo tra le creature della palude, in un trionfo di marionette animatronic. Gli effetti speciali vecchia scuola, al posto della più moderna computer grafica, sono da sempre l'arma vincente di baby Yoda e qui vengono magnificati con molte altre creature tutte più o meno realizzate in modo analogico. Persino alcuni grandi droidi, che il mandaloriano dovrà inevitabilmente combattere, sono realizzati con questa tecnica dal sapore d'altri tempi. Se questa sorta di versione Star Wars di Dark cristal è deliziosa, non è però l'unico punto di forza del film. È come se Jon Favreau fosse conscio dei limiti narrativi del progetto e abbia fatto del suo meglio per inserire molti altri momenti memorabili. Così anche se l'intreccio, steso sulla durata di un lungometraggio, diventa più prevedibile che appassionante, c'è sempre qualcosa a tenere vivo l'interesse. Che sia un nuovo arrangiamento con sintetizzatori del celebre tema musicale della serie, o il piccolo ruolo della mitica Sigourney Weaver.
Inoltre, c'è un Hutt come non ne abbiamo mai visti, una quantità di mostri da far invidia a un manuale di Dungeons & Dragons (tra l'altro ripresi della mitica partita a scacchi olografici di “Guerre Stellari”), e pure un assassino quasi memorabile come Cad Bane, il misterioso Embo apparso per la prima volta nella serie animata Star wars: The clone wars. E non è un caso: a scrivere la sceneggiatura ha collaborato anche Dave Filoni, che è a capo dello sviluppo dell'intero franchise. Il personaggio di Embo nella serie animata aveva proprio la voce di Filoni, che qui invece partecipa con un cameo in carne e ossa nel ruolo di uno dei piloti di X-Wing.
Alla domanda se “The Mandalorian and Grogu” possa essere il punto di ripartenza della saga di Star Wars la risposta sarà necessariamente un no, ma non importa. Il film è soprattutto un omaggio e un coronamento alla serie Tv che, nella prima stagione in particolare, è stata una delle cose migliori del franchise in tempi recenti.
