Minions and Monsters
Una guida turistica che lavora presso un percorso sulla storia di Hollywood ferma il gruppo davanti a due Minions che nessuno dei visitatori sembra riconoscere. Ma come, sono Harry e James, e sono stati fondamentali per la genesi del cinema! E allora anche noi spettatori scopriamo le avventure dei due personaggi (e di tanti altri Minions) fin dagli albori della Settima arte, durante gli anni Venti e all'arrivo del sonoro. Harry è un filmmaker nato e James un grande inventore di storie, e i due uniranno le forze per creare un monster movie con cui Harry spera di vincere il massimo riconoscimento cinematografico (una banana dorata). Ma soprattutto sono amici per la pelle e si sostengono attraverso mille difficoltà, mentre il resto dei Minions vanno in cerca di un capo di provata perfidia perché non trovano più padroni cattivissimi da servire. E in qualche modo la battaglia diventerà comune.
“Minions & Monsters” è una sorta di prequel (origin story) rispetto al primo film diretto da Pierre Coffin e scritto da Coffin con Brian Lynch, e non è solo l'ennesima avventura degli ometti gialli ma una cavalcata attraverso il grande cinema, soprattutto quello dell'epoca del muto. Si citano Muybridge, i Lumière, Charlie Chaplin, Buster Keaton e Harold Lloyd. Ma verranno citati anche tanti altri film successivi, da “Casablanca” a “Lo squalo”, da “Quarto Potere” a “E.T.” a “Matrix”: c'è anche un cammeo di George Lucas intrappolato in una teca da museo. I bambini (e forse anche molti adulti non cinefili) non riconosceranno nessuna dele citazioni, ma è commovente vederli snocciolati lungo la narrazione. In mezzo c'è la corsa continua di Henry e James (ma anche di centinaia di Minions e di alcuni nuovi personaggi) contro mostri di ogni tipo, compresa una massa di gelatina arancione costellata di occhi.
Il film di Coffin è ipercinetico e concitato, commentato dalla voce fuori campo della guida turistica e arricchito dall'esperanto dei Minions, ancora una volta esilarante e infinitamente citabile (come le prime parole che i Minion pronunciano sul set all'avvento del sonoro: “pinata carbonara lasagna chihuaha”). L'animazione è anche abbastanza esplicita su piccoli episodi violenti: niente di troppo impressionante per i più piccoli, ma abbastanza sorprendente per la Illumination. C'è forse troppa carne al fuoco e i mostri non sono particolarmente convincenti (mentre avremmo voluto sapere di più di un delizioso personaggio minore che sembra pronto per uno spin-off, ovvero il robottino che si innamora della suffragetta, dotato di roommate improponibile alla “Notting Hill”). Ma nel complesso “Minions & Monsters” è un'avventura godibile che non tradisce la natura surreale dei beniamini dei più piccoli, e una lettera d'amore per il cinema.
